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Questa
lettera è per te, adolescente che ti apri con entusiasmo e impazienza
alla vita, che ti poni tante domande a cui spesso non sai rispondere,
che cerchi una soluzione a problemi sinora sconosciuti e forse insospettati,
che senti di aver bisogno di un aiuto che non sempre trovi e che a volte
rifiuti. Non ti offro ricette miracolose, né la soluzione alle
tue tensioni ed ai tuoi dubbi, ma solo la possibilità di confrontarti,
di aprirti, di essere ascoltato e accolto.
Alle volte sei come un trapezista che si slancia nel vuoto ed ha bisogno
di mani amiche che lo afferrino, in volo, per ricevere sicurezza e slancio.Ti
sono familiari, queste mani, le conosci bene: sono quelle sicure e forti
di tuo padre e quelle delicate e affettuose della mamma. Ma tu vuoi frequentare
anche spazi inesplorati, sperimentare piste sconosciute, esplorarle in
modi inusuali, utilizzando anche la lampada del sapere.
Ti offro un posto dove puoi trovare tutto questo: è l’ora
di Religione.
Ti avverto: è un’ora povera, con tanti limiti. Ci sono alunni
disattenti, qualcuno tenta addirittura di ripassare per l’interrogazione
che lo attende; altre volte sono io, l’insegnante, che non sono
capace di capirti, di offrirti le conoscenze di cui hai bisogno, di amarti
come vorresti. Eppure è un’ora nostra, nel senso che la costruiamo
insieme, dipende da quanto siamo disposti a metterci in gioco. Per quanto
mi riguarda non posso entrare nella tua classe e restare indifferente
al tuo sguardo, al tuo sorriso, alla tua appassionata ricerca del vero;
non posso ignorare che sul tuo diario c’è scritto che “il
cadavere di un adolescente si chiama adulto”, e nel tuo animo si
affollano dubbi e incertezze, domande e inquietudini esistenziali. Per
questo ti propongo di farti accompagnare anche da me negli anni della
tua ricerca.
Ho un tesoro da mostrarti: è Gesù Cristo. Non ti impongo
la fede in lui, ma ti chiedo di confrontarti con lui, attraverso la storia,
lo studio dei documenti, il rigore delle argomentazioni, la fedeltà
all’impegno della ricerca. E’ una proposta rivolta anche se
non credi, o credi ad un’altra religione: “…per un serio
confronto con una tradizione, quella cattolica, ricca di riferimenti storici,
linguistici, artistici, di costume nella cultura italiana.
Tale tradizione ha contribuito alla costruzione di una società
che, proprio dal rispetto dei valori sui quali si è sviluppata
nel tempo, può trarre motivazioni e orientamenti per creare condizioni
di serena accoglienza a nuove forme di pensiero e di vita” (La presidenza
della CEI, il 7.12.02). Sei disposto a rischiare?
Sei disposto a costruire con me e con tanti tuoi compagni un’ora
settimanale di scambio autentico, di verifica puntuale, di sincero confronto?
Negli anni passati erano i tuoi genitori a decidere per te. Oggi viene
richiesta anche la tua firma, anche la tua adesione.
E’ un segno bello, perché si riconosce la tua maturazione
e ti si chiedono consapevolezza e responsabilità. Con quella firma
ti impegnerai ad essere te stesso, a decifrare la tua vita, a riflettere,
a studiare.
Un’avventura stupenda, credimi… Ti aspetto.
[il
nuovo giornale-
24.01.2003]
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