| Ufficio di Pastorale Scolastica - Diocesi di Piacenza Bobbio | ||
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Ipotesi
di programmazione per lanno 1999-2000
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Premessa Sembra doveroso precisare, preliminarmente, che un ufficio diocesano non è né unassociazione né un movimento. Non rientra fra i suoi compiti istituzionali aggregare, riunire, costituire gruppi, ma coordinare, sostenere, promuovere. Il mandato del Vescovo Nella
lettera di nomina, in data 8 giugno 1999, il Vescovo indica i seguenti
compiti:
Il sostegno ai fedeli laici Per quanto riguarda il primo compito ("sostenere i fedeli laici che vivono dallinterno la realtà della scuola perché la animino con lo spirito evangelico nella molteplicità dei fattori che la costituiscono") sembra evidente che debbano innanzitutto essere valorizzati e potenziati i gruppi e le associazioni ecclesiali che operano nel campo scolastico istituzionalmente o per tradizione acquisita e consolidata. A Piacenza si dovrà quindi prestare attenzione allattività di
Unattenzione particolare si dovrà prestare a tutti i nuovi organismi che, a diversi livelli, si vanno costituendo: si pensi, ad esempio, allattività della Consulta degli Studenti per la scuola superiore di secondo grado, agli organismi di partecipazione nellUniversità, ecc. Non si può dimenticare che nel 1999-2000 la missione popolare diocesana si apre agli ambienti e alle categorie. Negli "Appunti per il secondo anno 1999/2000" si afferma che "limpegno primario dovrebbe spettare ai cristiani che operano e lavorano in questi ambienti. [ ] Nellassemblea del Consiglio Pastorale Diocesano del 13 febbraio 1999 un gruppo sottolineava che la pastorale dambiente ha perso in tanti anni identità e consistenza e deve diventare terreno di ricerca e sperimentazione per tutta la comunità cristiana". Su questo tema andrà ripreso anche il lavoro del sinodo diocesano (nn. 589, 625-629). La pastorale delleducazione e della scuola Per quanto riguarda il secondo compito ("promozione di una pastorale delleducazione e della scuola") si dovrà prestare particolare attenzione al "profondo processo di rinnovamento in atto" richiamato dalla lettera del Vescovo. I punti salienti di questo rinnovamento possono essere così riassunti:
Ciò comporta la necessità di pensare leducazione e la formazione in termini completamente nuovi e di creare ogni sinergia possibile per garantire la trasversalità degli interventi. Potrebbe a questo proposito essere utile organizzare, entro il 1999, un seminario programmatico su "Scuola, famiglia, comunità cristiana per lunità della persona". Nel nostro ambito diventa assolutamente indispensabile uno stretto raccordo tra gli uffici lavoro cultura scuola giovani, fino alla costituzione, eventualmente, di un "super-ufficio" che si occupi del sistema formativo. La scuola cattolica a Piacenza Per quanto riguarda il terzo compito ("unattenzione particolare va riservata alla scuola cattolica, perché sia sostenuta e promossa nel pieno riconoscimento della sua identità e del servizio pubblico che essa svolge"), si possono fare le seguenti osservazioni. Nella provincia di Piacenza sono attivi quattro percorsi di scuola secondaria superiore:
I percorsi di scuola media sono due:
I percorsi di scuola elementare sono tre:
I percorsi di scuola materna non statali sono 38 in tutta la provincia. Dovrà comunque essere ripensata la collaborazione con la FISM. E difficile pensare che anche uno solo dei percorsi sopra elencati possa negli anni prossimi essere esente da riorganizzazioni. Le riforme in atto (in particolare quella relativa al riordino dei cicli scolastici, ma anche lautonomia, linnalzamento dellobbligo ) costringeranno a revisioni alle quali è bene prepararsi per tempo. La proposta complessiva della scuola cattolica presente nella diocesi di Piacenza-Bobbio ha, inoltre, alcune significative mancanze:
Tenendo presenti i progetti in discussione circa il riordino dei cicli scolastici, si potrebbe esplorare lipotesi di un "polo scolastico e formativo" a Piacenza con una riorganizzazione dei percorsi di scuola secondaria che preveda:
Ci si potrebbe, in particolare, posizionare in due delle aree previste dal riordino dei cicli: nellarea umanistica (indirizzo classico, indirizzo linguistico e indirizzo sociale da recuperare) e nellarea scientifica (indirizzo scientifico). Tali indirizzi, abbastanza omogenei , potrebbero essere gestititi in modo redditizio con un numero ridotto di insegnanti (e per questo ben gratificati) e con una unica dirigenza, in un continuo interscambio di alunni ed esperienze. Tenendo presenti le prospettive avviate circa linnalzamento dellobbligo si potrebbe esplorare lipotesi di un percorso specifico per:
Tenendo saldo il riferimento originario delle nostre scuole, si potrebbe esplorare lipotesi di una maggiore attenzione alla formazione professionale e anche a soggetti che più hanno bisogno di appoggio nellinserimento scolastico, sociale, lavorativo. Ecco alcune possibilità da valutare, alla luce anche dellobbligo che ha lo Stato di fornire opportunità formative fino ai 18 anni:
Le scuole cattoliche presenti in diocesi potrebbero anche cominciare un percorso di riflessione sulla qualità del servizio prestato, in linea con quanto già stanno facendo alcune scuole aderenti alla FIDAE in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Unultima osservazione sulle scuole cattoliche: una eventuale revisione dello statuto dellEnte di Assistenza delle Orsoline consentirebbe di erogare benefici a favore degli allievi delle scuole cattoliche. Questa struttura, opportunamente riorganizzata, potrebbe diventare linterlocutore degli enti pubblici e per le politiche finanziarie finalizzate al diritto allo studio. |
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