“L’atteggiamento
radicale che orienta l’impegno della chiesa e dei credenti
per la scuola è il servizio, che si propone nelle forme di
una dedizione attiva e creativa, di una stima sincera e di un genuino
rispetto dei processi e dei contenuti che rendono la scuola idonea
a promuovere il pieno sviluppo della persona. In questa scelta la
chiesa vuol essere discepola del suo Signore e maestro, il quale
ha scelto di farsi carne e di assumere la condizione di servo, obbediente
fino alla morte di croce e per questo costituito capo di una nuova
umanità e forza per la nascita di un mondo nuovo (cfr. Fil
2,5-11).
Anche i cristiani, allora, consapevoli del peccato che contrassegna
pure la loro vita ma fiduciosi nel soffio dello Spirito, accettano
come criterio del loro servizio alla scuola la logica dell’incarnazione,
della croce e della risurrezione”.
(CEI, “Fare pastorale della scuola oggi
in Italia”)
|
|
Perché
questo foglio
Gli
studenti, alle volte, dimenticano di inserire la corretta punteggiatura
ai loro elaborati, che risultano composti di frasi disarticolate,
di periodi scompaginati.
Così spesso è anche la nostra vita, sempre in rincorsa,
sempre perduta nel fare, affannata, costruita di brandelli appiccicati.
Ci manca il raccoglimento, che è il raccattare i pezzi dell’esistenza
e unirli armonicamente. Raccoglimento non significa tanto distaccare,
scartare, quanto accogliere. Non eliminare, ma ricucire.
Questo sussidio, che l’Ufficio Diocesano di Pastorale Scolastica
predisporrà ogni mese, per la durata dell’intero anno
scolastico, vuole proprio essere un’occasione rivolta ai cristiani
che operano nella scuola, per fermarsi un poco, per sostare, e raccogliere
la propria vita e il proprio agire intorno a Gesù Cristo,
che li motiva e dona loro senso.
Leggere e meditare queste semplici righe può inoltre farci
sentire più Chiesa, perché consapevoli che altri,
in tutte le scuole della Diocesi, cercano di vivere con coraggio
e passione, pur tra mille difficoltà, la loro fede
Il direttore dell’Ufficio
di Pastorale Scolastica
(G. Marchioni)
|