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Premessa
L’incontro e lo scambio tra popoli e culture fa parte dei processi
naturali e non va ne drammatizzato né minimizzato, bensì
studiato e capito. Se la scuola fa inculturazione e socializzazione, cioè
trasmissione del patrimonio culturale di una nazione, ma anche educazione,
cioè s’impegna a far emergere e coltivare lo spirito critico,
la capacità di scelta libera e autonoma dello studente, non può
evitare di ragionare sulla diversità, intesa come risorsa, come
ricchezza, anche come generatrice di conflittualità e comunque
espressione della complessità del vivere umano.
Del resto incontrare gli altri non vuol dire cercare di livellare le differenze,
pur se in nome dell’unità. “L’unità non
è la fusione di due esseri simili, perché la fusione è
la distruzione di uno dei due, per assorbimento da parte dell’altro…
Amare l’altro è volere con tutte le tue forze che sia se
stesso e che tu sia te stesso” (M. Quoist).
Tutti gli ambiti culturali sono importanti e vanno esplorati, confrontati,
discussi: valori, are, scienza, le diverse forme della civiltà,
il linguaggio… e la religione. Osserva lo scrittore algerino Abdel
Malek Smari: “La storia insegna che i grandi popoli finiscono sempre
per assorbire i traumi delle aggressioni dei popoli minori, per uscirne
sempre più forti e più sani… A mio avviso l’integrazione
sarà come un mare che a volte avanza e a volte ristagna: per il
momento è ovvio che ci siano problemi… Anche la religione
diversa, se riusciamo a tenerla staccata dalle perversioni ideologiche,
potrà diventare un pilastro saldissimo in grado di produrre soltanto
amicizia e amore.. Ribadisco queste idee non perché le ho lette
in qualche studio, saggio o manuale, ma perché le sto vivendo di
persona. Non importa l’essere algerino, o cinese, o italiano…
Per quanto mi riguarda non ho nessun problema di identità collettiva.
La radice (l’identità) dell’uomo, come diceva un nostro
poeta del Medio Evo, è il proprio io. Malek è la mia identità”
(Corriere della Sera 22.7.00).
Obiettivi
L’alunno:
- assume informazioni su alcune confessioni cristiane;
- assume informazioni su alcune grandi religioni mondiali;
- confronta le posizioni delle religioni relative ad alcuni temi importanti
della convivenza civile;
- conosce le principali tappe dell’ecumenismo in Europa;
- incontra protagonisti del dialogo interconfessionale.
- incontra persone che testimoniano con la loro vita l’accoglienza
e l’amore per il
“diverso”
Gli incontri
Religioni e interpretazione della realtà
Ogni Religione è la “forma” di una fede che si traduce
nel rapporto/legame con il divino. Ma ogni Religione ha una sua peculiare
visione del mondo e della realtà, una sua cosmogonia, una sua concezione
del tempo, che influenzano l’esistenza e gli atteggiamenti dei fedeli
.
Religioni ed etica: un dialogo possibile?
Quale relazione c’è tra l’etica e la religione? Quali
principi etici sono identificabili nella grandi religioni? E’ possibile
un’etica condivisa da fedeli di religioni diverse?
Matrimonio e religioni
Come viene vissuto e regolato il matrimonio nelle diverse religioni? Quali
sono le posizioni delle religioni nei confronti del divorzio? Qual è
la disciplina ecclesiastica circa il matrimonio? Sono ammessi matrimoni
tra fedeli di religioni diverse?
L’Islam
La storia e le credenze, la preghiera e il rapporto con la politica. La
fotografia di una Religione e la scoperta della sua complessità.
L’immigrazione
Un fenomeno complesso quanto poco conosciuto, affrontato da diversi punti
di vista: etico, legale, sociale…
Un “Pastore” si racconta…
E’ la testimonianza di un “Pastore” Evangelico, il quale
presenta la vita, la struttura e le caratteristiche della sua comunità.
Il movimento ecumenico: realtà e prospettive
L’ecumenismo è utopia? Quali passi sono stati compiuto? A
che punto è il dialogo ecumenico e quali sono gli ostacoli che
impediscono ancora il raggiungimento di una piena comunione tra le confessioni
cristiane?
Ecumenismo a Piacenza: la gioia dell’incontro
La nostra città ospita fedeli di diverse confessioni cristiane.
Tra essi ci sono momenti di scambio e occasioni di confronto, studio comune
e soprattutto la ricerca concreta ed appassionata della comprensione reciproca.
La famiglia cristiana e l’accoglienza del diverso
L’adozione internazionale e l’affido di ragazzi in situazione
di disagio sono realtà riconosciute dalle istituzioni come preziose
occasioni di accoglienza e di solidarietà. L’incontro con
i protagonisti permette di capire le motivazioni che giustificano e sostengono
una scelta così coraggiosa.
Professione mamma e papà: di tutti
Una “Casa famiglia” è un luogo, ma prima di tutto sono
persone che si aprono all’accoglienza di chi bussa alla loro porta.
Il diverso, o il povero, non è per loro un utente o un individuo
da gestire e a cui offrire servizi, bensì è un uomo, è
una donna da amare, da riconoscere come “fratello”.
Fondamenti culturali della civiltà occidentale
Per incontrare il diverso occorre essere consapevoli della propria identità
culturale. Ma quali sono le radici culturali della civiltà occidentale
ed in particolare di quella italiana? Quali influenze hanno avuto su di
essa la cultura greco-latina e l’antropologia cristiana?
Come aderire alla proposta
E’ possibile richiedere un solo incontro, oppure predisporre un
percorso scegliendo i temi ritenuti didatticamente coerenti con la programmazione
del Consiglio di Classe. L’adesione verrà comunicata a Giovanni
Marchioni (tel. 0523-451858 all’ora di pranzo o nel pomeriggio;
cellulare: 333-7541966); e-mail gmarchioni@libero.it), con il quale si
concorderanno tempi e modalità dello svolgimento dell’iniziativa.
Gli esperti si prestano gratuitamente.
Equipe di esperti
Prof.ssa Lucia Rocchi (responsabile gruppo SAE, Segretariato Attività
Ecumeniche); Prof.ssa Donata Horak (Docente di Diritto Canonico al Collegio
Alberoni); Prof. Giovanni Marchioni (docente di religione Cattolica);
Mons. Renzo Rizzi (Giudice del tribunale Ecclesiastico Regionale); Prof.
Stefano Costi (Presidente UCIIM-Piacenza); Padre Gnesotto GianRomano (Direttore
della rivista Migrantes diocesana e del mensile “L’emigrato”);
dott. Paolo Dosi (membro dell’Associazione “Dalla parte dei
bambini”); Daniela e William Bonacina (responsabili di una Casa
Famiglia dell’Associazione “Papa Giovanni XXIII”).
AIMC
DIESSE
UCIIM
Ufficio Scuola della Diocesi di Piacenza-Bobbio
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